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30 Marzo 2019Nel pomeriggio di sabato 16 marzo presso gli spazi dell’Ecomuseo Villaficana, il racconto dedicato all’Identità contadina ha “sgomitolato” le parole di un’arte antica, indispensabile prima della meccanizzazione dei lavori, che va molto oltre il saper fare.
Grazie alla partecipazione di due giovani “Pistacoppi” in costume tradizionale, l’ambiente storico ha reso molto interessante il primo incontro dedicato al racconto dell’identità contadina che continuerà nei mesi a venire.
Da un’idea del Gruppo informale cittadino omonimo che prima, durante e dopo la storica locale rassegna agricola Raci promuove incontri ed approfondimenti sui temi delle radici, agricoltura, cibo e innovazione, l’occasione di donare una tesi di laurea dedicata al costume tradizionale del contadino marchigiano di fine Ottocento di Maria Letizia Quattrini all’ Archivio della memoria che proprio a Borgo Ficana si sta costruendo, coadiuvata dall’esperienza ormai trentennale di Maria Giovanna Varagona del Laboratorio Museo della Tela è servita per confrontarsi e sperimentare una dimensione affatto scomparsa, quella della tessitura.
Quasi in ogni famiglia permangono tessuti antichi, frutto del lavoro di generazioni precedenti, oggetti che spesso non siamo in grado di avvalorare, frammenti della nostra identità, che ci interrogano sull’attuale resilienza; di fronte ai costumi tradizionali spesso usati in ambito folcloristico, godiamo delle fogge e dei colori senza conoscerne le ragioni, ma negli ambienti molto suggestivi delle case di terra, l’intreccio di accoglienza, materiali da toccare, passioni trasformate in lavoro manuale, conoscenze tecniche e ricerca storica ha nutrito la memoria dei presenti e intrecciato nuove relazioni.
Dopo aver ricordato l’origine delle fibre vegetali ed animali ed usato verbi rari (macerare, cardare, filare, preparare licci ed ordito), ammirato e toccato alcuni tessuti messi a disposizione, possiamo apprezzare diversamente le stesse cose e scegliere in modo più consapevole cosa acquistare o custodire quel che c’è.
I piccoli spazi dell’Ecomuseo sono stati ancora una volta la dimensione ideale per condividere, imparare e soprattutto tessere relazioni. Le numerose iniziative che qui si susseguono grazie al coordinamento dei Volontari del servizio civile e del Volontariato europeo a cura di Martina Fermani sono motivo costate di visita e di stupore; i residenti ed i cittadini in generale tornano sempre volentieri nel silenzio del Borgo per scoprire qualcosa di nuovo, per ricordare ed immaginare un nuovo stile di vita, perché come da tradizione contadina, non si finisce mai di imparare.
Letizia Carducci, referente di Identità contadine
Grazie a:
l’Ecomuseo per l’ospitalità, gli attori principali e l’associazione de I Pistacoppi e tutti gli intervenuti per la partecipazione attiva; Letizia Carducci per l’articolo e per la passione con cui coinvolge tutti noi in questi progetti, che diventano un patrimonio per la comunità.
Per essere informati, partecipare e contribuire al racconto: identitacontadine@gmail.com





















